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Effetti dei campi magnetici a campo stabile

Nelle cellule aumenta la concentrazione di acidi nucleici e di proteine. Si ottiene una lieve modificazione del PH intra ed extra cellulare. In seguito ai processi di eccitamento cellulare e di stimolazione metabolica si ha un aumento della produzione di calore locale. Si riscontra una vasodilatazione capillare ed arteriolare che ha come conseguenze:

  • aumento del calore locale
  • stimolazione neuro vegetativa
  • aumento delle richieste metaboliche cellulari
  • modificazione della pressione idrostatica

Si riscontra anche un maggiore assorbimento dei liquidi interstiziali. Si ha una stabilizzazione ionica trans-membranica con fenomeni di iper-polarizzazione di membrana e una aumentata efficacia della pompa Sodio-Potassio.

I campi magnetici producono sui tessuti umani essenzialmente gli effetti:

  • ANTALGICO
  • BIOSTIMOLANTE
  • ANTIFLOGISTICO
  • ANTIEDIMIGENO

L’effetto antalgico e’ indotto principalmente dalla iperpolarizzazione della membrana della cellula nervosa e dalla liberazione di beta endorfine.

L’effetto biostimolante si manifesta con l’aumento della velocità di cicatrizzazione, unitamente ad un effetto antiedemigeno ed un effetto antiflogistico.

L’azione antiflogistica e’ indotta dall’azione che i campi magnetici esercitano sulle lipoproteine che circondano i lisozomi, prevenendo cellule sane dall’attacco e dalla distruzione da parte dei lisozomi fuoriusciti da una cellula affetta da flogosi.

I campi magnetici sono perciò particolarmente indicati nei:
disturbi di tipo infiammatorio: (artrosi, neuriti, flebiti, tendiniti, stiramenti muscolari)
disturbi articolari
traumi recenti
riparazione delle ulcere di ogni tipo: traumatiche, da decubito, da ustioni, refrattarie ad altre terapie, venose (specialmente di tipo cronico), e in tutte quelle patologie in cui e’ richiesto una maggiore micro vascolarizzazione e/o rigenerazione tessutale, quali l’attecchimento di autotrapianti, il consolidamento di calli ossei ecc.