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Effetti biologici e clinici

EFFETTI BIOLOGICI E CLINICI (o sanitari) DERIVANTI DAI CAMPI ELETTROMAGNETICI

Gli studi (in vivo e in vitro) che si vanno conducendo in tutto il mondo sulla pericolosità o meno dei CEM (campi elettromagnetici) tengono nella dovuta considerazione biologica e clinica quanto il “rationale” scientifico va dicendo da quarant’anni; vedansi ad esempio, le recenti pubblicazioni: “Rischio cancerogeno associato a campi magnetici a 50/60 Hz”  –  Istituto Superiore di Sanità – Rapporto ISTISAN 95/29; nonché “Tumori e malattie neurodegenerative in relazione all’esposizione a campi elettrici e magnetici a 50/60 Hz: rassegna degli studi epidemiologici” (elettrodotti) – Istituto Superiore di Sanità  – Rapporto ISTISAN 98/31.=====

Relativamente alle sole microonde (MW) che coprono il campo di frequenza da 300 Megahertz (300 milioni di oscillazioni/secondo) fino a 300 Gigahertz (300 miliardi di oscillazioni/secondo), si ricordi che le emittenti di telefonia mobile lavorano intorno al Gigahertz (sono sempre più numerose le antenne che arrivano attualmente a lavorare a circa 2 Gigahertz-come la tecnica UMTS); si riporta, molto sinteticamente, uno studio apparso sulla nota rivista scientifica “Acqua – Aria” (periodico di Scienze Ambientali con il patrocinio del CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche) nel maggio 1994 redatto dai professori Capelli-Damiani-Marchetti dell’Istituto di Igiene dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma: “effetti biologici: la vascolarizzazione dei tessuti assume un ruolo molto importante, in quanto organi quali ad esempio occhio e gonadi, che sono tra i meno vascolarizzati, e anche il Sistema Nervoso Centrale (SNC) e il sistema emopoietico sono organi bersaglio per la radiazione a RF e MW”. Effetti clinici: “gli studi epidemiologici e le osservazioni sperimentali hanno evidenziato come l’esposizione ai CEM possa condurre a patologie che colpiscono: a) sistema nervoso centrale (per i sovietici è “Malattia da Radioonde”; b) apparato della vista (cataratta da radioonde); c) apparato uditivo (sensazione di ticchettio, o ronzio, o un rumore stridulo); d) sangue (variazione del quadro ematico, cioè aumento dei linfociti e dei neutrofili);  e) apparato riproduttivo (l’esposizione  delle gonadi provoca lesioni ai testicoli, fibrosi e atrofia e degenerazione dei tubuli seminiferi, nonché diminuzione della libido); f) apparato cardiovascolare (l’esposizione a RF e/o MW è stata messa in relazione con l’insorgenza di aritmie (in particolare fatti ischemici-Hamburger  et al. 1983); g) cute (sensazioni di calore e di dolore)”. ====

Relativamente alle RF e MW (radiofrequenze e microonde – vedi antenne per telefonia cellulare), è utile prendere in considerazione quanto affermato da L. Marino (membro del Consiglio Nazionale delle Ricerche sul Danno alla Salute di Pisa) in “Materiali ed Opinioni” settembre 1999 pagine 856-860, sui danni alla salute; vengono interessati: ghiandole endocrine, inibizione dell’ormone adenocorticotropo e delle gonadotropine, e chi più ne ha, più ne metta.